Massimiliano Marcellino
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Idee in Campus Articles Series, 2000
4 settembre 2000

Come aiutare i giovani e non colpire gli anziani
di Massimiliano Marcellino ( IGIER-Università Bocconi)

Nel dibattito che ha accompagnato le recenti riforme del sistema scolastico e universitario si è posto so-prattutto l´accento sulla necessità di migliorare la formazione per renderla più adatta al mondo del la-voro moderno. Le qualità richieste per riuscire in un contesto che cambia e si evolve velocemente non sono solo di tipo co-gnitivo ma anche sociologiche in senso lato, ad esempio capa-cità di lavorare in team, di risolvere problemi, di cambiare mansione rapidamente. Una formazione che aiuti a sviluppa-re queste qualità, continua nel tempo, non può essere provvista solo dal sistema educativo tradizionale ma anche la fami-glia prima e il luogo di lavoro poi svolgono un ruolo fondamentale.
Tale ruolo, e la sua interazione con la formazione scolastica. sono analizzati in un interessante articolo di James Heckman, intitolato significativamente "Policies to foster human capital" (pubblicato nel volume 54 di Research in Economics).
Una prima importante considerazione è che la formazione prescolare è una delle determinanti principali della performance scolastica, che a sua volta determina quanto un individuo saprà approfittare delle opportunità di apprendimento fornite dal luogo di lavoro. Un deficit nella formazione prescolare si rifletterà in una peggiore prestazione nelle due fasi successive, scuola e lavoro, così come un apprendimento scolastico inadeguato renderà più difficile la formazione sul po-sto di lavoro. Di conseguenza, politiche che aiutino le famiglie a educare i loro figli possono risultare perfino più efficaci nell´aumentare il "capitale umano" di provvedimenti direttamente mirati al sistema scolastico.
Un secondo punto, più direttamente connesso al sistema scolastico, è che un aumento di spesa pubblica non accompa-gnato da una maggiore competizione tra le scuole, e più in generale nel sistema formativo, probabilmente non si tradur-rà in un sostanziale miglioramento nella qualità dei servizi offerti e nelle formazione degli studenti. La necessità di ga-rantire una formazione omogenea piuttosto che permettere una differenziazione tra le scuole non è un buon motivo per limitare la concorrenza in quanto. a detta di Heckman, i geni-tori sono in grado di scegliere la scuola migliore per i loro figli. Sussidi economici per le famiglie più povere possono es-sere di aiuto per rendere possibile tale scelta, anche se. di nuovo. nel caso degli Stati Uniti sembrano essere più impor-tanti fattori legati alle condizioni socio-culturali della fami-glia e alla qualità delle scuole primarie e secondarie frequentate.
Politiche, finalizzate a migliorare questi fattori potrebbero essere efficaci quanto e forse più dei sussidi per l´istruzione universitaria.
La terza riflessione riguarda l´ultima fase della formazio-ne, quella in età adulta e, in particolare, la riqualificazione dei disoccupati e dei lavoratori non specializzati, il cui costo è tipicamente a carico della collettività. La domanda da porsi è se sia meglio utilizzare queste risorse per riqualificare gli anziani o per prevenire che i giovani divengano a loro volta non qualificati. Guardando solo all´efficienza, sostiene Heckman, è sicuramente meglio investire nei giovani. Questi infatti hanno tutta la vita a disposizione per far fruttare il loro "capitale umano", che potrà essere ulteriormente aumentato da un migliore apprendimento nella fase lavorativa. E´ però anche vero che gli anziani sono stati, almeno in parte, vittime dì un sistema educativo imperfetto e che l´alternativa alla loro riqualificazione sarebbe una forma di assistenza probabilmente ancora più costosa per la società, prescindendo dalle conseguenze psicologiche negative del sentirsi obsoleti.
La soluzione migliore sembra quindi essere quella di uno sforzo una tantum. che permetta di investire nei giovani senza penalizzare gli anziani. Un prerequisito per tale politica è pero che il sistema educativo sia reso più efficiente, in modo da garantire un rendimento elevato per questo investimento in "capitale umano".