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Sotto le ali della colomba. Parentele assistenziali e relazioni di genere a Milano dall’età moderna alla Restaurazione

Dates:
  • Fri 21 Jun 2013 09.00 - 13.00
  Add to Calendar 2013-06-21 9:00 2013-06-21 13:00 Europe/Paris Sotto le ali della colomba. Parentele assistenziali e relazioni di genere a Milano dall’età moderna alla Restaurazione

Dall’età moderna alla Restaurazione le politiche assistenziali dei brefotrofi mutarono profondamente. Come dimostra il caso dell’Ospedale Maggiore di Milano, fu centrale, in questo percorso, il ruolo svolto dalla presenza femminile. Le varie iniziative adottate dagli amministra-tori per dare una collocazione sociale alle loro “figlie istituzionali” – sempre più numerose dei maschi – si intrecciarono alla volontà di valorizzarne il lavoro (manifatturiero, domestico o o-spedaliero), ai tentativi di contrastarne le trasgressioni e le resistenze, ma anche alla necessità di liberarsi del loro «insopportabile peso». Nel XVII secolo, questa necessità indusse i deputati mi-lanesi a rinunciare quasi completamente all’internamento dei minori e a preferire l’inserimento presso famiglie affidatarie. Nel periodo che va dall’età delle Riforme alla fine dell’epoca napo-leonica la relazione fra amministratori milanesi e assistite divenne più complessa, sia per la pre-senza – dovuta ai processi di pubblicizzazione dell’assistenza e di medicalizzazione delle strut-ture ospedaliere – di nuove autorità esterne e interne, sia per l’effetto delle norme civili che ave-vano ridisegnato il sistema dei rapporti di filiazione. Emerse, inoltre, la contraddizione fra il ten-tativo di applicare i nuovi regolamenti che proibivano la riammissione delle esposte dopo i quindici anni (1784), il tradizionale utilizzo delle adulte per i servizi infermieristici – in un’ormai anacronistica condizione di assistite-dipendenti – e la difficoltà di imporre, in un am-biente promiscuo, la segregazione a decine di donne sole e maggiorenni. Contemporaneamente, gli amministratori furono sollecitati dai governi a elaborare progetti, perlopiù rimasti incompiuti per mancanza di risorse, miranti a rendere i loro “figli” e “figlie” «utili a se stessi e alla società». Durante la Restaurazione, l’amministratore unico, Carlo Bellani riuscì temporaneamente, attra-verso le nuove norme disciplinari e l’espulsione protetta delle esposte-serventi più ribelli, sosti-tuite da infermiere esterne, ad avviare un vasto progetto riformatore, inteso a migliorare l’efficienza ospedaliera e a recuperare il valore morale dell’assistenza ai poveri infermi.

Seminar Room 2, Badia Fiesolana - BADIA DD/MM/YYYY
  Seminar Room 2, Badia Fiesolana - BADIA

Dall’età moderna alla Restaurazione le politiche assistenziali dei brefotrofi mutarono profondamente. Come dimostra il caso dell’Ospedale Maggiore di Milano, fu centrale, in questo percorso, il ruolo svolto dalla presenza femminile. Le varie iniziative adottate dagli amministra-tori per dare una collocazione sociale alle loro “figlie istituzionali” – sempre più numerose dei maschi – si intrecciarono alla volontà di valorizzarne il lavoro (manifatturiero, domestico o o-spedaliero), ai tentativi di contrastarne le trasgressioni e le resistenze, ma anche alla necessità di liberarsi del loro «insopportabile peso». Nel XVII secolo, questa necessità indusse i deputati mi-lanesi a rinunciare quasi completamente all’internamento dei minori e a preferire l’inserimento presso famiglie affidatarie. Nel periodo che va dall’età delle Riforme alla fine dell’epoca napo-leonica la relazione fra amministratori milanesi e assistite divenne più complessa, sia per la pre-senza – dovuta ai processi di pubblicizzazione dell’assistenza e di medicalizzazione delle strut-ture ospedaliere – di nuove autorità esterne e interne, sia per l’effetto delle norme civili che ave-vano ridisegnato il sistema dei rapporti di filiazione. Emerse, inoltre, la contraddizione fra il ten-tativo di applicare i nuovi regolamenti che proibivano la riammissione delle esposte dopo i quindici anni (1784), il tradizionale utilizzo delle adulte per i servizi infermieristici – in un’ormai anacronistica condizione di assistite-dipendenti – e la difficoltà di imporre, in un am-biente promiscuo, la segregazione a decine di donne sole e maggiorenni. Contemporaneamente, gli amministratori furono sollecitati dai governi a elaborare progetti, perlopiù rimasti incompiuti per mancanza di risorse, miranti a rendere i loro “figli” e “figlie” «utili a se stessi e alla società». Durante la Restaurazione, l’amministratore unico, Carlo Bellani riuscì temporaneamente, attra-verso le nuove norme disciplinari e l’espulsione protetta delle esposte-serventi più ribelli, sosti-tuite da infermiere esterne, ad avviare un vasto progetto riformatore, inteso a migliorare l’efficienza ospedaliera e a recuperare il valore morale dell’assistenza ai poveri infermi.


Location:
Seminar Room 2, Badia Fiesolana - BADIA

Affiliation:
Department of History and Civilization

Type:
Thesis defence

Contact:
Francesca Parenti - Send a mail

Examiner:
Prof. Luca Molà (EUI - Department of History and Civilization)
Prof. Patrizia Guarnieri (Università di Firenze)
Prof. Carlo Bressan (Università di Macerata)

Defendant:
Flores Delia Reggiani

Supervisor:
Prof. Stuart Woolf
 

Page last updated on 18 August 2017