Skip to content

AI Race: la corsa all’intelligenza artificiale tra etica, potere e democrazia

“Smart New World – The AI Race” è stato il quinto appuntamento della rassegna Visioni d’Europa, organizzata dall’Istituto Universitario Europeo.

18 June 2025

visioni_AI_race

Il documentario, proiettato a Firenze il 21 maggio, ha offerto al pubblico una panoramica avvincente e inquietante sulla corsa globale allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, mettendo a fuoco le implicazioni geopolitiche, economiche e umane di una tecnologia che potrebbe ridefinire il futuro dell’umanità.

A seguire, un intenso dibattito con due ospiti d’eccezione: il filosofo e professore Piergiorgio Donatelli (Sapienza Università di Roma) e la professoressa Marta Cantero Gamito (Università di Tartu, EUI), che hanno portato al centro della discussione i temi della giustizia sociale, della regolamentazione e dei valori democratici.

L’intelligenza artificiale: infrastruttura o minaccia esistenziale?

Secondo Donatelli, l’idea che l’IA possa rappresentare un rischio esistenziale per l’umanità è una narrazione sospetta, spesso alimentata proprio da chi sta guadagnando enormemente da questo sviluppo tecnologico, gli uni in competizione con gli altri: “Il vero rischio – ha spiegato – non è che l’umanità venga dominata dalle macchine, ma che l’intelligenza artificiale accentui disuguaglianze già esistenti, erodendo democrazia e giustizia sociale”. Per Donatelli, l’IA deve essere trattata come una gigantesca infrastruttura sociale e, in quanto tale, orientata ai bisogni collettivi e ai valori che le società democratiche vogliono preservare.

La corsa all’IA guidata dal profitto

Per Cantero Gamito, ciò che colpisce maggiormente è l’assenza di una vera logica di bene comune nello sviluppo dell’IA: “Tutti vogliono essere il nuovo Sam Altman, tutti vogliono creare la prossima OpenAI, ma nessuno sembra farlo per il bene dell’umanità”. La corsa all’IA, secondo la ricercatrice, è spinta da investimenti e logiche di profitto, mentre mancano ancora incentivi concreti che garantiscano un impiego etico e responsabile della tecnologia. Cantero ha anche illustrato i principi dell’AI Act europeo, sottolineando come la regolamentazione UE potrebbe diventare un modello globale per vincolare l’innovazione al rispetto dei diritti fondamentali.

Una visione europea della tecnologia

Nel contesto di uno scenario dominato da attori come Stati Uniti e Cina, Smart New World mostra come l’Europa stia cercando di ritagliarsi un ruolo distinto, puntando su regole, trasparenza e valori. Come ha sottolineato la curatrice della rassegna, Annalisa Piras, “l’Europa può usare la forza del suo mercato per far rispettare principi fondamentali come la protezione dei dati e il divieto di vendere i propri profili digitali alle aziende”.

Il dibattito, moderato da Annalisa Piras e Fabrizio Tassinari, Direttore Esecutivo della Florence School of Transnational Governance, conferma ancora una volta la forza di Visioni d’Europa nel creare spazi pubblici di confronto critico su temi globali e complessi.

Il prossimo e ultimo appuntamento della stagione sarà “It’s Raining Women” il 18 giugno, un’esplorazione potente delle barriere invisibili ancora presenti nel mondo del lavoro.

Go back to top of the page