Gli Archivi storici dell’Unione europea (ASUE) dell’Istituto universitario europeo hanno presentato il proprio Programma di educazione civica europea durante l’evento inaugurale de Le Chiavi della Città 2026–2027, tenutosi il 24 settembre nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze. Il team educativo degli ASUE era rappresentato dalla coordinatrice del programma educativo Leslie Hernandez e dagli educatori Barbara Somigli e Abdullah Ansar. Leslie Hernandez ha partecipato a un’intervista sul palco insieme a Morgana Di Ascenzo, insegnante di scuola primaria, e a uno studente, presentando i progetti educativi che gli Archivi rivolgono alle scuole.
Questa partecipazione segna il tredicesimo anno di presenza degli ASUE all’interno de Le Chiavi della Città, il programma del Comune di Firenze che mette in contatto le scuole con le istituzioni culturali e le altre realtà educative del territorio. Nell’ambito del programma, durante l’anno scolastico 2026–2027 circa 35 classi fiorentine visiteranno gli Archivi e prenderanno parte ad attività costruite intorno alle loro collezioni e alla storia dell’integrazione europea.
Le Chiavi della Città riunisce centinaia di progetti educativi e formativi proposti da oltre 200 soggetti pubblici e privati, offrendo alle scuole l’opportunità di approfondire temi e vivere esperienze che vanno oltre l’aula.
"Rafforzare la collaborazione con partner storici come l’Istituto universitario europeo e INDIRE è importante per la nostra città, perché questi accordi contribuiscono a rendere i progetti educativi più innovativi", ha dichiarato Marco Materassi, coordinatore de Le Chiavi della Città.
"Le Chiavi della Città sono molto più di un’offerta di attività: rappresentano il modo in cui Firenze mette a disposizione delle scuole il proprio patrimonio culturale, le proprie competenze, le proprie reti e opportunità", ha spiegato l’assessora all’Educazione del Comune di Firenze, Benedetta Albanese.
Per gli ASUE, Le Chiavi della Città sono diventate uno strumento importante per raggiungere insegnanti e studenti di tutta Firenze e avvicinarli alla storia dell’Unione europea — e al ruolo che essi stessi possono avere al suo interno — attraverso le fonti archivistiche originali.
Come ha spiegato il team degli ASUE a Palazzo Vecchio, gli Archivi sono parte integrante della città di Firenze, dove custodiscono una parte importante del patrimonio storico e culturale europeo. I loro progetti educativi avvicinano questo patrimonio alle giovani generazioni, favorendo la conoscenza, lo scambio di idee e la collaborazione tra il mondo accademico e quello scolastico. Attraverso queste attività di educazione alla cittadinanza europea, gli ASUE diventano più di un archivio aperto: diventano un archivio vivo, nel quale memorie, culture e storie diverse si incontrano e contribuiscono alla costruzione di una storia europea condivisa.
Docenti, studenti, educatori e archivi
Il team educativo degli Archivi lavora a stretto contatto con gli insegnanti che scelgono per le proprie classi uno dei tredici percorsi tematici proposti dagli Archivi. "Per prima cosa, abbiamo organizzato degli incontri di formazione con i docenti", spiega Leslie Hernandez. "È importante che le classi svolgano, prima della visita agli Archivi, le attività preparatorie che predisponiamo per loro. Queste attività preparano gli studenti a riflettere in modo critico e a confrontarsi sui temi che affronteremo, come i valori europei, la cittadinanza europea, le istituzioni dell’Unione e molto altro. Le attività sono adattate all’età degli studenti e rappresentano l’inizio del nostro rapporto con la classe".
Anche Chiara Mannoni, responsabile del settore Educazione, Istruzione e Formazione di Fondazione CR Firenze, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con le scuole: "La rete educativa della città si basa anche sulle organizzazioni del terzo settore, che sanno ascoltare i bisogni delle scuole e degli insegnanti. Chi progetta le attività educative deve costruirle insieme ai docenti: senza una preparazione preliminare e un dialogo, un’attività non può avere successo". Ha inoltre evidenziato il valore di "un approccio laboratoriale che permetta ai partecipanti di mettere in pratica la teoria", concludendo: "Viva i laboratori e l’imparare facendo!".
L’offerta educativa 2026–2027 a Villa Salviati
Il programma educativo degli ASUE si inserisce nel quadro generale dell’educazione civica. Grazie ad attività adattate all’età e al livello scolastico degli studenti, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, gli insegnanti possono scegliere tra tredici laboratori disponibili sul sito de Le Chiavi della Città.
Il programma comprende laboratori dedicati alla memoria storica; alle origini del progetto europeo, fondato sulla pace; alla cittadinanza, alle istituzioni e ai valori europei; all’inclusione e alla diversità. Altre attività approfondiscono i temi dell’identità e dell’appartenenza culturale, le vite delle donne e degli uomini che hanno contribuito all’integrazione europea e l’importanza delle fonti storiche, dell’informazione attendibile e del pensiero critico nell’era digitale.
Per gli ASUE, lavorare con le scuole significa molto più che far conoscere ai giovani la storia dell’integrazione europea. Gli studenti sono incoraggiati a diventare ricercatori e narratori, mettendo le proprie domande, esperienze e storie familiari in dialogo con le collezioni degli Archivi.
L’attività dell’“Oggetto di famiglia” ne è un chiaro esempio: i partecipanti svolgono una ricerca su un oggetto legato alla propria famiglia, ricostruiscono le memorie che lo circondano e le mettono in relazione con gli sviluppi più ampi della storia europea. Le loro ricerche vengono poi inserite nella collezione archivistica del Programma educativo, entrando a far parte esse stesse della documentazione storica. In questo modo, i giovani non si limitano a conoscere il passato dell’Europa, ma contribuiscono attivamente alla sua storia in continua evoluzione e riflettono sul proprio posto al suo interno.